Le leggi a tutela della vita e dei feti possono essere inasprite nel nuovo parlamento romano che si formerà dopo le elezioni del 25 settembre, ha scritto sabato L'Avvenire, quotidiano dell'episcopato cattolico italiano, dopo che la questione dell'aborto è diventata una questione dei temi centrali della campagna dei partiti, che si è conclusa. Giorgia Meloni, presidente del partito Fratelli Italiani (FdI), ha dichiarato che il suo partito vuole garantire alle donne il diritto di non dover scegliere l'aborto, ha riferito Júlia Sárközy, corrispondente di MTI.

L'Avvenire riferisce che le maggiori organizzazioni per la famiglia e per la vita hanno consegnato un documento congiunto ai partiti che si preparano alle elezioni. Il testo invita le forze politiche ad agire per arrestare il declino demografico, per garantire il diritto alla maternità e alla paternità e per proteggere il feto. Tra le proposte c'è quella di dedicare una volta all'anno una giornata speciale alla vita nascente.

Massimo Gandolfini, capo dell'organizzazione chiamata Family Day, ha dichiarato che la loro iniziativa elettorale è rivolta soprattutto agli elettori: "dovete andare a votare, stare lontani dalle urne è un peccato, perché tutti coloro che vogliono proteggere la vita, la famiglia e l'istruzione la libertà deve far sentire la propria voce contro partiti e candidati che si oppongono, una rivoluzione culturale deve essere lanciata il 25 settembre", ha dichiarato.

L'aborto è diventato un argomento quotidiano con l'avvicinarsi delle elezioni. L'attrice italiana Sabrina Ferilli, nota per le sue simpatie di sinistra, ha definito tortura sulla sua pagina social il provvedimento introdotto in Ungheria, che prevede la possibilità di ascoltare il battito cardiaco fetale. Ha aggiunto che la stessa "umiliazione" attende le donne in caso di vittoria elettorale della destra italiana, se una donna - cioè Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia (FdI) - diventa il prossimo presidente del Consiglio.

In precedenza, anche una delle più popolari influencer italiane, Chiara Ferragni, aveva protestato contro la politica di Fratelli d'Italia, affermando che il diritto all'aborto era stato abolito nelle province guidate dal partito. Giorgia Meloni ha risposto che invece dell'aborto, il suo partito vuole garantire alle donne il diritto di non dover scegliere l'aborto.

La politica sull'aborto della provincia marchigiana guidata da FdI ha attirato l'attenzione all'inizio della campagna elettorale di agosto, quando i sindacati sanitari hanno annunciato che la metà delle donne che hanno deciso di abortire cercava una soluzione fuori regione, negli ospedali di altre regioni del Italia. Elisabetta Piccolotti, candidata di Sinistra italiana (SI), ha sollecitato un'inchiesta al ministero della Salute dopo che, secondo le sue informazioni, nelle Marche è stato introdotto l'ascolto dei battiti cardiaci fetali per le donne che scelgono di interrompere la gravidanza.

Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi, ha paragonato la provincia marchigiana del centro Italia all'Ungheria in una conferenza stampa tenutasi alla Camera dei Rappresentanti a Roma, a seguito delle misure annunciate dal ministro dell'Interno Sándor Pintér a tutela del feto. Il ministero della Salute e la provincia delle Marche venerdì sera hanno smentito le informazioni su di loro. Il cattolico L'Avvenire si è chiesto come "l'ascolto di un cuore umano di otto settimane possa provocare tanta paura".

Secondo i dati dei rappresentanti di interesse sanitario, oltre il 64 per cento dei ginecologi ostetrici italiani rifiuta l'aborto per motivi di coscienza, a Marché la percentuale raggiunge il settanta per cento. Emma Bonino, leader del partito Europa+ ed ex commissario dell'Unione Europea, ha detto in un briefing alla stampa estera che non importa chi vincerà le elezioni parlamentari del 25 settembre, la legge sull'aborto non sarà abrogata. "La legge resterà, ma se vince la destra, può darsi che facciano di tutto per non applicarla, la maggioranza dei medici dirà comunque di no", ha detto la Bonino.

Il senatore Simone Pillon, politico leghista vicino ai movimenti per la vita e per la famiglia, ha accolto con favore il provvedimento ungherese su Radio Popolare, affermando che "mette finalmente al centro le persone". In Italia l'aborto è stato legalizzato con un referendum nel 1978.

MTI

Immagine di copertina: MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI / Foto: Il Primato Nazionale